Trusted Computing: perchè fidarsi di chi non si fida di noi?

Posted on Sat 18 October 2008 in Censura, Google, Sicurezza • Tagged with apple, Google, gphone, iphone, privacy, Sicurezza, trusted computing

trusted

E' notizia di questi giorni il fatto che Google abbia previsto un meccanismo di "sicurezza" che consentirà a loro stessi di rimuovere automaticamente, dai telefonini GPhone che verranno venduti, le applicazioni non ritenute sicure. Google avrà quindi la possibilità di controllare i propri dispositivi da remoto, accedere alla memoria del telefono e rimuovere quello che non desidera ci sia installato: chi ci assicura che non si mettano a controllare pure il testo degli SMS che inviamo o riceviamo, magari per inviarci pubblicità mirata a seconda delle nostre esigenze?

Della stessa pasta sono fatti anche i dispositivi della Apple, in particolare l'iPhone. Anche questo dispositivo incorpora infatti un chip che impedisce alle applicazioni non consentite di girare sul telefonino. L'unico modo per installare applicazioni sull'iPhone è quello di scaricarle dall'Apple Store, ed ovviamente Apple si riserva il diritto di decidere quali applicazioni possano apparire nello store e quali invece no, ed una nota nella licenza che devono firmare gli sviluppatori di applicazioni per iPhone, si dice anche che essi non possono in alcun modo dire pubblicamente che una loro applicazione è stata esclusa dallo store. Tutto questo in nome della nostra "sicurezza".


Apple vieta agli sviluppatori di lamentarsi pubblicamente per App Store

Posted on Wed 24 September 2008 in Censura, Programmazione • Tagged with app store, apple, iphone, nda

iphone app store

Siete sviluppatori di applicazioni per iPhone e la Apple ha appena rifiutato di includere la vostra applicazione all'interno del proprio App Store? Da oggi non potete piu' lamentarvi pubblicamente, un NDA lo vieta esplicitamente.

Nei giorni precedenti, almeno un paio di sviluppatori si erano visti rifiutare da parte di Apple, l'inclusione della propria applicazione all'interno dello store e si erano pubblicamente lamentati perchè ritenevano si trattasse di un'ingiustizia, visto che non avevano violato in alcun modo il regolamento che riguarda le applicazioni che si possono scrivere.

Nel primo caso era stata creata un'applicazione per scaricare i podcast direttamente sull'iPhone invece di ascoltarli in streaming come permette iTunes. Secondo Apple questa applicazione duplica le funzionalità che sono già incluse in iTunes e pertanto non puo' essere accettata.

Nel secondo caso era stata invece creata un'applicazione che permetteva di controllare la posta su piu' account Gmail senza dover fare logout e login da ogni account per passare da un account all'altro. Anche in questo caso l'applicazione è stata rifiutata da Apple.

Entrambi gli autori, come potete leggere dai loro blog, si sono pubblicamente lamentati di questo rifiuto, e dopo qualche giorno la Apple ha aggiornato il messaggio che viene mandato agli sviluppatori ai quali viene rifiutata l'inclusione di un'applicazione nell'App Store, aggiungendo questo NDA: "THE INFORMATION CONTAINED IN THIS MESSAGE IS UNDER NON-DISCLOSURE".

Apple quindi impedisce di fatto di rivelare (legalmente) che una propria applicazione sia stata rifiutata dall'App Store.

Personalmente trovo sempre piu' ridicola questa politica protezionista intrapresa da Apple, che non sta facendo altro che attirare critiche su di se e tener lontani ottimi sviluppatori che altrimenti sarebbero ben felici di scrivere applicazioni per l'iPhone. Staremo a vedere in che modo si comporterà Google con il proprio repository online di applicazioni.