Scanner Mustek ScanExpress 1248 USB su Ubuntu Linux

Lo scanner Mustek ScanExpress 1248 USB è pienamente compatibile con Linux, però purtroppo non basta connetterlo per farlo funzionare. Ubuntu Linux 8.10 non distribuisce il firmware necessario al suo funzionamento, però è possibile reperirlo ed installarlo con molta facilità.

Per prima cosa dobbiamo assicurarci di avere il modello esatto di questo scanner. Per scoprirlo è sufficiente dare il comando lsusb da terminale. Dovremmo ottenere una stringa come la seguente:

Bus 002 Device 003: ID 055f:021f Mustek Systems, Inc. SNAPSCAN e22

A questo punto possiamo scaricare il suo firmware da un sito che li raccoglie tutti (quelli che sono compatibili ovviamente): http://www.meier-geinitz.de/sane/gt68xx-backend/firmware/SBSfw.usb

Questo file va messo all’interno della cartella /usr/share/sane/gt68xx/ (occorrono i permessi di root per poterlo fare, quindi il file andra’ copiato tramite il comando sudo cp SBSfw.usb /usr/share/sane/gt68xx/ ).

Infine dobbiamo assicurarci di aver installato tutti i pacchetti necessari a farlo funzionare:

sudo apt-get install sane libsane sane-utils libsane-extras xsane xsane-common

Lo scanner è adesso pronto per funzionare.

Nota: nella Ubuntu 12.04 la directory /usr/share/sane/gt68xx/ non è presente di default e va creata manualmente con sudo mkdir /usr/share/sane/gt68xx/

Android e Developer Device Program: come al solito l’Italia è di serie B

Google ha appena annunciato che metterà a disposizione per gli sviluppatori, delle versioni particolari del G1, quello che tutti ormai conoscono come il nuovo telefono cellulare di Google. Il G1 per sviluppatori costa circa 399$ ed è SIM-unlocked, rendendo quindi possibile l’utilizzo con qualsiasi operatore di telefonia mobile.

Il dispositivo non sara’ disponibile da subito in tutti i paesi, ma solo in 18 che Google ha selezionato: USA, Inghilterra, Germania, Giappone, India, Canada, Francia, Taiwan, Spagna, Australia, Singapore, Svizzera, Olanda, Austria, Svezia, Finlandia, Polonia e Ungheria.

Ebbene si: persino Polonia e Ungheria hanno avuto la precedenza rispetto all’Italia! Prima veniamo esclusi dal concorso per lo sviluppo di applicazioni per Android (a causa di problemi legati alla nostra burocrazia), e adesso questo.

Noi poveri italiani cosa possiamo fare? Assolutamente niente, se non cercare di far acquistare il G1 a qualche amico che si trova all’estero. Questo però non porterà mai alla creazione di una community italiana di sviluppatori per Android.

Una piccola nota, che non c’entra specificatamente con l’Italia, ma che ci tengo a fare notare è che Google, dal suo comunicato, sembra ammettere che sul G1 ufficiale possono girare solo le applicazioni che sono state scaricate dal Market di Android:

“Note that Android Dev Phone 1 devices are not intended for non-developer end users. Since the devices can be configured with system software not provided by or supported by Google or any other company, end users operate these devices at their own risk.”

Ovvero (tradotto molto liberamente): i dispositivi per sviluppatori non sono destinati agli utenti finali. Su questi telefoni è possibile installare software non fornito o supportato da Google o da altre compagnie, gli utenti li utilizzeranno a loro rischio e pericolo.