Utilizzare SSH senza password: chiavi SSH

openssh_logoQuando vogliamo connetterci ad un server SSH, solitamente utilizziamo un comando simile al seguente:

ssh [email protected]

Una volta connessi ci viene richiesta la password di accesso e subito dopo siamo connessi. Digitare ogni volta la password puo’ essere scomodo, ed in alcuni casi questo potrebbe addirittura impedirci di creare uno script di automazione per velocizzare alcuni compiti.

Ci vengono in aiuto le chiavi SSH. Generando una coppia di chiavi pubblica/privata di SSH sulla propria macchina, ed esportando la chiave pubblica sul server remoto, possiamo fare in modo di autorizzare la nostra chiave remota, facendo si che le connessioni successive avvengano senza la richiesta di alcuna password.

Supponiamo (a scopo dimostrativo) che il server remoto si trovi all’indirizzo IP 192.168.0.2 e supponiamo inoltre di avere un account chiamato user sulla macchina remota.

Per prima cosa dobbiamo generare la coppia di chiavi sulla nostra macchina locale (n.b: non utilizzo alcuna passphrase, altrimenti mi verrebbe richiesta comunque al primo login di ogni sessione):

[email protected]:~$ ssh-keygen -t dsa
Generating public/private dsa key pair.
Enter file in which to save the key (/home/andy80/.ssh/id_dsa):
Enter passphrase (empty for no passphrase):
Enter same passphrase again:
Your identification has been saved in /home/andy80/.ssh/id_dsa.
Your public key has been saved in /home/andy80/.ssh/id_dsa.pub.
The key fingerprint is:
22:99:69:d2:8d:8e:a5:f1:f4:dc:0f:d8:49:52:53:cd [email protected]

A questo punto dobbiamo copiare la chiave pubblica appena generata, sul server remoto:

cd ~/.ssh/
scp id_dsa.pub [email protected]:./id_dsa.pub

Ci verrà chiesta la nostra password remota, per poter effettuare la copia del file. A questo punto dobbiamo connetterci via SSH al server remoto:

ssh [email protected]

Quando abbiamo effettuato correttamente il login, dobbiamo procedere con i seguenti comandi:

cd .ssh
touch authorized_keys2
chmod 600 authorized_keys2
cat ../id_dsa.pub >> authorized_keys2
rm ../id_dsa.pub

Il gioco è fatto! Le successive connessioni SSH che effettueremo verso il server remoto, avverranno senza la richiesta di alcuna password.

Full Circle Magazine #10

full_circle_magazine_10E’ appena stato rilasciato il numero 10 di Full Circle Magazine, la rivista elettronica gratuita dedicata a Linux e ad Ubuntu in generale.

In questo numero:

  • Installazione di Linux Mint
  • HowTo: installare un programma da sorgenti, utilizzare TuxPaint, rippare un DVD con AcidRip, creare il proprio server (parte 2)
  • Recensione dell’Asus EeePc con eeeXubuntu
  • Lettere, domande & risposte, ecc…

La rivista è interamente in inglese e potete scaricarla da questo indirizzo: http://fullcirclemagazine.org/issue-10/

OLPC a Firenze il 7 marzo con Nicholas Negroponte

OLPCIl 7 marzo 2008, presso il salone De’Dugento a Palazzo Vecchio (Firenze), dalle ore 10:00 verrà presentato il portatile da 100$ One Laptop Per Child dove parteciperà anche l’ideatore del progetto, Nicholas Negroponte.

Qui di seguito il comunicato ufficiale del Comune di Firenze:

ONE LAPTOP FOR CHILD, IL 7 MARZO PRESENTAZIONE A LIVELLO NAZIONALE, DELLA CAMPAGNA DI DIFFUSIONE DEL PRIMO PC ADATTO AI BAMBINI DI TUTTO IL MONDO

Parte da Firenze, per la prima volta in Italia, la presentazione di One Laptop Per Child (OLPC) Italia: il portatile adatto ai bambini e disegnato per imparare a imparare. L’importante appuntamento, organizzato dall’assessorato all’informatica, è per il 7 marzo nel salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio. L’evento vanta la partecipazione di Nicholas Negroponte, Fondatore del Massachusetts Institute of Technology (MIT) Media Lab di Boston ed ideatore del laptop XO-OLPC.
Il nuovo portatile verrà presentato alle 10,30 durante una conferenza stampa nel Salone de’ Dugento, dove parteciperà anche Nicholas Negroponte. Seguirà poi una dimostrazione del laptop OLPC e verranno anche installate anche delle postazioni.

“È un progetto educativo, non solo un semplice portatile.” Come ribadisce Negroponte , il laptop è una risposta alla sfida globale di combattere l’analfabetizzazione, l’inclusione sociale ed il divario digitale. ” Il laptop XO, un portatile adatto per i bambini e disegnato per imparare a imparare”.

L’XO incorpora le teorie costruzionistiche sviluppate per prime negli anni ’60 dal professore del MIT Media Lab, Seymour Papert, più tardi rielaborate da Alan Kay e complementate da principi articolati da Nicholas Negroponte nel suo libro, Essere Digitale.
OLPC Italia nasce dalla sensibilità dell’assessore all’informatica, che ha deciso di aderire all’iniziativa globale OLPC Give 1 Get 1 (G1G1) sul territorio locale, promuovendo il laptop XO non solo per i bambini delle scuole fiorentine ma anche per i Paesi in via di sviluppo gemellati con il Comune di Firenze. OLPC Italia si sviluppa sul territorio italiano, partendo dal Comune di Firenze, attraverso modelli sinergetici tra scuole nazionali ed in PVS. Ciascun studente italiano che
acquisterà un laptop, donerà un altro laptop ad un suo coetaneo di un’ altra città del Sud del mondo. Mobilitando risorse e partner, OLPC Italia tende a creare una rete di solidarietà civica internazionale, gestendo in prima persona l’implementazione ed il monitoraggio di tali progetti nei PVS.
Durante la giornata sarà possibile assistere ad una dimostrazione sull’utilizzo e le principali funzioni che caratterizzano XO, nonché provare il laptop stesso e condividere la rete tra i vari XOs collegati.

Il progetto OLPC è stato fondato da Nicholas Negroponte con un nucleo di veterani del Media Lab, e ha presto coinvolto persone di talento e costanza eccezionali, provenienti dall’ambiente accademico, dalle belle arti e dalla comunità open source. Ogni individuo che partecipa porta con sé un insieme di capacità uniche, e una profonda passione per il progetto. La campagna G1G1 presentata negli Stati Uniti a novembre, ha venduto sul territorio americano oltre 200.000 macchine in un mese e mezzo.
Per informazioni rivolgersi a [email protected]

Eclipse plugins for Maemo Development

Maemo Team has just released a plugin for Maemo Eclipse integration. This tool allows developers to use Eclipse IDE to develop and test Maemo applications.

This release includes:

1. maemo PC Connectivity version 0.1 (Beta)
2. maemo ESBox plugin for Eclipse IDE version 1.3.6 (Beta)
3. maemo Pluthon plugin for Eclipse IDE version 0.1.7 (Beta)

Maemo PC connectivity packages are tools and other components developer needs to install into his Internet Tablet to enable connectivity between developer PC and Internet Tablet.

Maemo ESBox plugin for Eclipse IDE integrates maemo SDK Scratchbox based development environment to the Eclipse development environment. ESBox plugin supports application developers using C, C++ or Python programming language.
Developers are able to do all their development work inside Eclipse, from starting the project using template to packaging final application into maemo installation package.

Maemo Pluthon plugin for Eclipse IDE integrates Eclipse IDE development environment to the Internet Tablet so that maemo Python developers do not need to use maemo SDK and Scratchbox as development environment. Maemo Pluthon plugin fully supports application development process with Python where developer develops and tests his Python application directly with Internet Tablet.

You can find more informations on the official plugin websites:

ESbox: http://esbox.garage.maemo.org/
PluThon: http://pluthon.garage.maemo.org/

APC Back-UPS 500 USB e Ubuntu Server

apc_ups_500L’utilizzo di una unità UPS è certamente una delle cose piu’ consigliate quando vogliamo proteggere l’integrità di un computer da sbalzi di corrente o interruzioni dell’alimentazione.

Cosa succede però quando la batteria dell’UPS si esaurisce? In casi normali è molto semplice: la corrente viene a mancare del tutto ed il nostro PC verrà spento bruscamente.

Alla mancanza di corrente non c’è modo di porre un rimedio definitivo, però possiamo almeno fare in modo che il nostro computer venga spento in maniera corretta, prima che la batteria dell’UPS si esaurisca del tutto.

Nel caso di una macchina Linux, ci viene in aiuto una utility chiamata apcupsd. Installarla su Ubuntu è molto semplice:

apt-get install apcupsd

A questo punto, dando per scontato che abbiate già connesso l’UPS al PC/server, collegate il cavo USB a corredo in modo da far riconoscere l’UPS a Linux, in modo da poter proseguire con la configurazione. Il primo file da modificare è /etc/apcupsd/apcupsd.conf ed impostare i seguenti parametri come segue:

UPSCABLE usb
UPSTYPE usb
DEVICE

A questo punto non ci resta che modificare il file /etc/default/apcupsd in modo da rendere effettive le modifiche:

ISCONFIGURED=yes

Infine dobbiamo soltanto avviare il demone ed il gioco è fatto:

/etc/init.d/apcupsd start

Per default apcupsd effettuerà lo shutdown nel PC quando la batteria sarà arrivata al 5% della sua capacità, consentendo così uno shutdown controllato del sistema, ed evitando quindi possibili perdite di dati.